Come aiutare chi non vuole essere aiutato

Come poter amare chi non si ama?

Certo, è possibile, ma attenzione: c’è amore e amore.

Se amare chi non si ama significa mettere sul comodino di tuo figlio il pacchetto di sigarette e 20 euro; se amare chi non si ama significa assillarlo perché lui dovrebbe cambiare, smettere di farsi del male o cercarsi un lavoro; se amare chi non si ama significa spendere fiumi di parole per dirgli come dovrebbe e non dovrebbe pensarla…

… Capisco le tue buone intenzioni ma, semplicemente, non funziona.

Anzi, rischi di cronicizzare la sofferenza fissando la vostra relazione in un gioco ‘salvatore/vittima’ che farà solo del male a entrambi.

Si aiuta se c’è una richiesta di aiuto, al contrario sarebbe sbagliato.

Quindi, se un nostro caro è in difficoltà abbiamo il dovere morale di farglielo notare e risvegliarlo?

Certamente si, ma ricordo il detto secondo cui ‘non c’è miglior sordo di chi non vuole sentire’.

Inoltre, rifletti su queste tre domande :

1) Quali vantaggi ricava il tuo caro dalla situazione e perché dovrebbe cambiare rinunciando a quei vantaggi?

2) Prendi quel consiglio e rigiralo verso di te. Se il consiglio è ‘smettila di farti del male’, non è forse quello che stai facendo a te stesso rimanendo attaccato all’idea che l’altro dovrebbe cambiare?

3) Lavora per essere un esempio di felicità, serenità, impegno e dedizione. Nel guardare l’altra persona che non si ama, pur con la sofferenza nel cuore e allo stesso tempo con amore, aspetta che sia lei a riconoscere quanto tu sia un esempio importante e a richiedere il tuo aiuto.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!

Buon cammino.

 

 

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