I tre ingredienti di un lavoro felice – Elvino Miali – Psicoterapia e Crescita Personale

I tre ingredienti di un lavoro felice

Il lavoro occupa molte ore della nostra giornata e della nostra vita, dunque com’è possibile essere più felici anche in queste ore lavorative?

Tal Ben Shahar nel libro “Più felice” ci riassume alcuni concetti e fattori che possono rendere la nostra vita più felice anche nelle ore di lavoro.

Per Tal Ben Shahar la felicità soprattutto in ambito lavorativo è una miscela di tre ingredienti di base: piacere, capacità e significato. Se uno di questi ingredienti è in eccesso o in difetto può creare un disequilibrio a cui dobbiamo porre un correttivo per diventare più soddisfatti.

Ad esempio, egli individua tre atteggiamenti di base verso la vita: chiama questi personaggi l’edonista, il carrierista e il nichilista.

Nessuno di questi tre è felice perché l’edonista basa tutta la sua vita sul piacere, scambia il lavoro con il dolore per evitarlo a tutti i costi e si circonda di situazioni che gli possono dare piacere immediato.

Naturalmente questo non lo porterà molto lontano e rischiera’ di essere tra quelle persone che cedono al cibo, alcool, droga e chi più ne ha, più ne metta!

Per il carrierista il piacere è un qualcosa che è giusto raggiungere solo alla fine di un lungo sforzo, della serie “Sarò felice domani, quando sarò arrivato”. Al tempo stesso è uno stacanovista, percio’ arrivato ad una meta se ne prefigge subito un’altra. Vive quindi sempre nel dovere e non assapora mai le vittorie.

Il nichilista infine è colui che vive rassegnato in una carenza di senso e di significato.

Ci sono invece delle situazioni dove tra piacere, significato e capacità ne sono presenti due ma ne manca un terzo.

Ad esempio: sei uno studente e sei capace di studiare moltissimo. Studiare ha per te un grande significato perché stai pensando al tuo futuro, perche’ darai un valore aggiunto alla società, o altro ancora : pero’ manca il piacere nello studio.

Com’è possibile per te introdurre questo elemento? Magari lavorando sull’ambiente che ti circonda, per esempio rendendolo più colorato o comprando i pennarelli che ti piacciono. Insomma agendo su cose che possono sembrare poco importanti ma che contribuiscono a dare un tocco di vitalità e di gioia al tuo dovere di studiare.

Ci sono altre circostanze in cui ci sono il piacere ed il significato, ma manca la capacità: sono quelle situazioni in cui sei all’inizio di una carriera. Fare quel mestiere puo’ piacerti ed essere pieno di significato per te, ma se ancora non hai dimestichezza dovrai impegnarti ad imparare il mestiere.

Ci sono casi invece in cui ci sono piacere e capacità ma manca il significato: forse ritieni il tuo lavoro umile o poco importante. Ed invece anche le attivita’ più umili possono avere una grande importanza, riflettendo sul motivo per cui la si intraprende.

Un netturbino può dare grande significato al suo lavoro non pensando solo a spazzare una strada ma considerando che sta rendendo il mondo più pulito; un operaio che sta costruendo una chiesa può pensare che sta lavorando per la pace nel mondo.

C’è sempre un modo per individuare la tua missione e sentirti parte di un progetto più grande.

E tu, per essere felice sul lavoro, hai bisogno di più piacere, capacità o significato?

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