Volere troppo. Quando il desiderio ti boicotta – Elvino Miali – Psicoterapia e Crescita Personale

Volere troppo. Quando il desiderio ti boicotta

 

In un mio video dedicato all’autosabotaggio ho spiegato che uno dei fattori che lo favoriscono è il volere troppo qualcosa. Già…volere troppo, ma troppo rispetto a che cosa? A questo punto un obiettivo bisogna volerlo o non volerlo?  “Eh, dott.Miali bisogna che ti spieghi!”

Alcuni pensano che ci sia un diavoletto dentro di te che sabota e sta lì a farti un dispetto per non farti raggiungere il successo, l’obiettivo. Il diavoletto non è quello che hai dentro, il diavoletto sei tu!

Siamo noi, tutte le volte che siamo accecati dalla voglia di successo. Non è il successo che è sbagliato, ben venga; quello che è sbagliato è averne bisogno. Il bisogno sancisce la tua sconfitta, il bisogno fa scattare la paura e la paura il bisogno di controllo. Tuttavia sappiamo che se vogliamo controllare ogni singolo muscolo che porta il cucchiaio alla bocca, non siamo più capaci di farlo.

Io individuo due nemici sul raggiungimento degli obiettivi: da un lato la bramosia, pensi che da quello dipenda la tua felicità e questo è un grande impostore; dall’altra avere la pancia piena, avere l’appagamento, non stare lì in battaglia, ad allenarti come Michael Jordan, che nonostante fosse il numero 1 al mondo dedicava ore e ore a buttare quella palla nel canestro.

Quindi io vedo l’ideale come un bilanciamento di due fattori, la voglia di raggiungere un obiettivo e l’umiltà, l’umiltà di allenarsi e anche il giusto distacco, cioè non dipende dall’obiettivo ma stare su se stessi, cioè fare del nostro meglio e avere fiducia nella capacità del nostro inconscio di apprendere e apprende velocemente. Lascialo fare.

Tim Gallway nel libro “Inner Game of Tennis” ha intuito benissimo questa cosa. Egli dice che nel momento in cui tu, come tennista colpisci la pallina, se sei lì con la massima intenzione cosciente di controllare il colpo, lo sbagli e se hai bisogno che quel punto venga fatto a tutti i costi, lo sbagli. Se invece dai per scontato che il tuo obiettivo è fare del tuo meglio, compreso quindi vincere se sarai più bravo dell’avversario, tutto quello che dovrai fare è concentrarti sul colpire la pallina.

La massima concentrazione dev’essere su alcuni particolari, devi distrarre la mente cosciente dalla bramosia della vittoria e dargli dei compiti stupidi, come concentrarsi sull’esatto punto di impatto della pallina, concentrarsi sui piedi, cosa stanno facendo? Si stanno muovendo o stanno fermi? Senza giudizio. Osservare il tuo respiro, in questo modo la mente cosciente non è tesa a controllare ma è tesa a osservare e la mente mindfull della mindfullness.

La mia analogia è nel riequilibrare desiderio e accettazione: desiderio di raggiungere l’obiettivo e accettazione di quello che già sei perché vai già bene così.

L’ago della bilancia sei tu.

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