Come capire se stai davvero bene o te la stai raccontando – Elvino Miali – Psicoterapia e Crescita Personale

Come capire se stai davvero bene o te la stai raccontando

Smettila di dire che stai bene” è il titolo del libro di Mel Robbins che in questi giorni mi sta portando a riflettere.

L’autrice sostiene che un piccolo obiettivo non è così stimolante quanto un grande traguardo.

Allo stesso tempo, un obiettivo troppo grande rischia di farti sentire troppo piccolo per poterlo raggiungere.

Mel incoraggia: “Nessun problema! Conta a ritroso da 5 fino a 1, e all’1 parti!”

Non dare il tempo al tuo cervello di esitare, non dargli il tempo di dubitare delle tue capacità: “Non sono il tipo”, “E’ troppo per me”, “Tanto non ce la farò mai”.

Esiste una linea di demarcazione che separa chi è pronto per l’azione da chi ci sta pensando o da chi ha effettivamente terminato la benzina, motivo per il quale ha bisogno di un proprio periodo di riabilitazione.

Ma tu, che ancora stai solo ponderando di realizzare la vita che desideri, cosa rispondi quando ti si chiede: “Come stai?”

Sei tra quelli che ribattono “Bene, grazie”,  ma sono coscienti dentro di sé che hanno detto una grande balla?

Sei tra coloro che potrebbero dare una svolta, ma che rimangono aggrappati alla propria zona di comfort e alle proprie certezze?

Smettila di dire che stai bene se non è vero!

Essere grato per quello che hai non deve servire come scusa per mortificare la parte di te che vuole di più dalla vita.

La gratitudine deve togliere dal tuo animo la disperazione e sostituirla con la gioia, con la voglia di fare e con l’ambizione di conquistare nuove mete.

Accettare la condizione in cui ti trovi non deve servire per dormire sugli allori, ma come solida base di appoggio per calcolare al meglio il prossimo passo.

Mettere a tacere la parte di te che desidera costa energie, tanto quanto costa mantenerti soddisfatto delle cose che non ti vanno e che non rispecchiano i tuoi valori.

Liberati dalle zavorre, vai verso!.

Oltrepassare la zona di comfort richiede fatica, (lo so bene), ma pensa all’immagine di te stesso tra 2 anni che ti sta guardando e spera ardentemente che tu, ora, ce la metta tutta.

La prossima volta che ti viene chiesto “Come stai?”, rispondi: “In cammino, grazie!“.

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