Dismorfofobia. Ecco come imparare a piacersi esteticamente. – Elvino Miali – Psicoterapia e Crescita Personale

Dismorfofobia. Ecco come imparare a piacersi esteticamente.

Inizia a piacerti e ad accettare i tuoi difetti: solo così rafforzerai la tua personalità

 

Oggi parlerò di un disturbo che affligge molte persone soprattutto nell’adolescenza, ma non è raro che si trascini avanti nel tempo: la dismorfofobia, ossia vedersi o sentirsi brutti.

Naturalmente tra la normalità e la patologia c’è tutta una gamma di sfumature intermedie.

Nella maggioranza dei casi sono piccole parti del corpo che non piacciono, ad esempio il naso, le orecchie, i capelli.

Sono contento di essere qui a parlarne perché vuol dire che, dopo tanti anni, mi amo e mi accetto così come sono.

Ma durante la mia giovinezza questo è stato un bel fardello.

Ricordo che avevo un armadio a specchi grazie quali arrivavo a vedere il mio naso da tutte le angolazioni, focalizzandomi esattamente su quell’aspetto. E’ tipico delle persone che soffrono di questo disturbo di focalizzarsi in maniera molto precisa su di un particolare, perdendo la visione di insieme.

C’è un gran da fare per i genitori a consolare: “Ma guarda che il difetto non è poi così importante” oppure ricordare che “a Marilyn Monroe avevano detto che non avrebbe mai fatto l’attrice”; mettetevi nei panni di una ragazzina che viene paragonata a Marilyn ed il cui ragionamento sara’ “Se non si piaceva lei, figurati io!”.

Occorre prestare attenzione prima di consolare.

Per quanto riguarda la chirurgia plastica, a cui io mi stavo pericolosamente avvicinando, sono convinto non sia una soluzione tranne che in casi molto selezionati: ad ogni modo il risultato estetico non sarà mai quello dell’immagine perfetta che la persona vorrebbe raggiungere.

Per questo e’ importantissimo associare una psicoterapia. La psicoterapia avrà lo scopo di rafforzare la personalità nel suo complesso.

Al tempo stesso, una psicoterapia ben riuscita deve fare in modo che la persona sia in grado di rimanere di fronte all’immagine del proprio “difetto” senza andare in ansia ed arrivare, finalmente, ad accettarsi.

In definitiva, anche se non ti piace quel particolare ricorda che tu sei molto, molto di più.

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