Super io e senso del dovere – Elvino Miali – Psicoterapia e Crescita Personale

Super io e senso del dovere

 

“Non dire parolacce!” – “Stai composto a tavola!” – “Rispetta gli anziani!”

Sono delle regole di buona educazione che fanno di noi degli individui che sanno stare in società.

Si suol dire che da piccoli abbiamo “introiettato“. Questo e’ un termine usato in psicologia per indicare tutto quello che, durante l’infanzia, abbiamo assimilato ed ingoiato senza pero’ ‘masticare’.

A sedimentare fortemente queste nozioni, ci pensa il Super Io, ossia quella istanza psicologica identificata da Freud che ci ricorda cio’ che è giusto e cio’ che è sbagliato.

Un Super Io molto rigido ed inflessibile rende la vita molto difficile.

Infatti un’introiezione è negativa se è inflessibile. Prendiamo ad esempio il monito “Non bisogna disturbare gli altri!”: se per favorire gli altri creiamo un forte disagio a noi stessi, allora e’ necessario rivedere la convinzione.

“Studia ragioneria, almeno hai un diploma!”. L’introietto è tale quando non si e’ consapevoli che e’ radicato in noi: in questo caso, studieremo ragioneria e ci faremo addirittura piacere la materia.

Per contro, il periodo dell’adolescenza e’ caratterizzato da una naturale ribellione alle ingiunzioni genitoriali.

E’ importante sottolineare che anche l’opporsi a tutto e a tutti come principio, rischia di trasformarsi in un ulteriore ‘Devo!”. Quella forma di dispetto per cui ci si comporta contrariamente a quanto la società o i genitori impongono, puo’ risultare un atteggiamento reattivo al limite del nevrotico.

Allora come liberarsi di una introiezione e riappropriarsi della libertà di scegliere?

Ho elaborato un esercizio che solitamente svolgo in gruppo, ma che puo’ essere adattato a pratica individuale.

Lavoriamo, ad esempio, sulla convinzione che nella vita si debba essere buoni. Immaginiamo due schieramenti contrapposti: i buoni e i cattivi.

Ascoltando le ragioni, i pro e i contro di entrambi, potremo scegliere dove posizionarci tra i due estremi. Rivedendo, risentendo e rimasticando l’informazione del ‘dover essere buoni assolutamente’, potremo scegliere consapevolmente quello che è funzionale per noi stessi, adesso, in questo preciso momento della nostra vita.

L’esercizio e’ stato denominato ‘dei buoni e cattivi’ ma si può applicare, naturalmente, anche ad altre polarita’ (Puoi trovare la versione completa nel mio videocorso “Autostima e assertività“).

In conclusione, quando ti accorgi di esprimerti attraverso un “devo” o un “bisogna”, poniti una sola domanda: “Ma devo proprio?”

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