Evitare l’evitamento e affrontare la paura

Ecco come gestire i cattivi ricordi senza sentirne più il disagio

 

Quando una situazione ci fa paura, abbiamo tre possibili reazioni: la fuga, l’attacco o la paralisi.

Oggi parliamo della fuga, altresì nota come evitamento esperenziale.

A chi non è capitato, prima di un esame, di avere la tentazione di fuggire perché non si sentiva abbastanza preparato?

Forse hai addirittura evitato l’esame e hai sentito il sollievo e l’ansia abbassarsi per poi, il giorno dopo, riaprire quel libro e accorgerti che il dolore era più forte di quello a cui hai voluto sottrarti.

La strategia è quella di nascondere i problemi sotto il tappeto, sperando che l’indomani, sollevandolo, questi siano magicamente spariti.

Purtroppo non e’ cosi che accade. Continuando ad evitare le situazioni, le paure si ingigantiscono sempre di più.

Ricordo da bambino, di aver visto in tv Domenico Modugno, il quale raccontò che da 30 anni partecipava a Sanremo e da altrettanti anni veniva preso dall’ansia per l’esibizione. Eppure lui continuava ad affrontare la paura perché aveva come contrappeso il successo e la soddisfazione professionale.

Ma quando le esperienze passate sono state traumatiche, riaffrontare quel momento percepito come molto pericoloso rischia di ritraumatizzare la persona.

I cattivi ricordi incidono pesantemente sul nostro senso di auto-efficacia. Se il solo pensiero delle esperienze vissute risulta cosi spaventoso, immaginiamo quanto lo sia riaffrontarle dal vivo!

Esistono diversi strumenti di desensibilizzazione graduale per poter elaborare la situazione percepita come pericolosa e per aumentare man mano il nostro coraggio.

Lo strumento principale che mi permette di fare questo e che uso professionalmente da quindici anni, e’ l’EMDR (Eyes Movement Desensitization and Reprocessing); durante la seduta, gli occhi del cliente si spostano a destra e sinistra seguendo le mie dita, mentre ricorda la scena traumatica ed il ricordo sgradevole.

Dopo un corretto assestement, chiedo alla persona quanto disagio gli crea da 0 a 10 il solo ricordare quell’evento (10 è il massimo dolore che puo’ immaginare e 0 corrisponde a nessun dolore). Se risponde 8-9, queste sessioni di movimento oculare sono in grado di abbassare gradualmente il punteggio fino allo 0, in maniera molto rapida o comunque nel giro di qualche seduta.

Non si tratta di rimuovere i ricordi ma di rafforzare la capacità di averne memoria senza sentirne più il disagio.

Inoltre questo permette di percepirci più forti perché il nemico si è ridimensionato.

Senza la paura del cattivo ricordo, le decisioni potranno essere prese prese con maggiore lucidita’.

Dunque se vuoi affrontare la tua paura, rendi la sfida su misura per te.

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