Depressione, quando l’ottimismo non basta – Elvino Miali – Psicoterapia e Crescita Personale

Depressione, quando l’ottimismo non basta

Accetta i tempi dell’altro, solo così potrai aiutarlo a superare la depressione

Oggi parlerò del rapporto tra “empowerment” e sofferenza psicologica.

Se prendiamo a riferimento una scala di valori che oscillano tra meno 10 e più 10, passando per lo zero, possiamo affermare che una persona colpita da disturbi di ansia, disturbi ossessivi o depressione (per citare i più frequenti), rientri nella ‘psicopatologia’.

Si posiziona, cioè sulla scala, nell’area che va da meno 10 allo zero.

L’individuo che sta ‘discretamente bene’ viaggia intorno allo zero (o poco oltre); mentre chi sta ‘molto bene’ veleggia verso il + 10.

In questo video, mi rivolgo a te che, come parente o operatore che lavora nell’area del benessere, puoi venire a contatto con persone che stanno avendo forti problematiche, tanto da collocarsi nella parte negativa di questa scala.

Sappi che la velocità con cui può cambiare chi soffre di questo tipo di difficoltà, non è purtroppo la stessa con cui si muove chi, invece, ha la fortuna di spostarsi nell’area da zero a +10.

E’ vero che “la vita può cambiare in un attimo”, come dice Anthony Robbins, allo stesso tempo spesso la trasformazione avviene solo apparentemente in maniera istantanea: in realtà c’è  un lungo lavoro di riabilitazione, anche spontanea, che la persona ha maturato nel tempo.

A questo punto ti invito ad una riflessione: quando nell’ottimismo e nel pieno delle buone intenzioni a cui credo sinceramente, spingi chi sta male a pensare positivo, sei certo che le tue incitazioni non nascondano una non capacità di stare nel dolore?

Sei altrettanto sicuro di avere la pazienza necessaria per accogliere i tempi dell’altro o per lasciargli lo spazio indispensabile a far fluire le sue emozioni?

Sei in grado di accettare quello che non puoi cambiare?

Il sollievo che provi nell’immaginare la persona finalmente liberata dal dolore, ha una pura componente altruistica o sei proprio tu, che non sopporti di vedere l’altro stare male, a volerti affrancare da questo disagio?

Se farsi trascinare nel baratro dalla problematica non tua è senza dubbio da evitare, il consiglio è di usare entusiasmo e forza di volontà  per infondere speranza e per accettare che i tempi dell’altro non sono rapidi, anche se momentaneamente, quanto i tuoi.

Non irritarti ne’ sentirti ferito se la persona a cui tieni non migliora rapidamente come ti augureresti: non perdere la speranza, proprio tu!

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